What an Archive Chooses Not to Say

Ciò che un archivio sceglie di non dire

Lorenzo Caia

Riflessioni d'Archivio

Ogni archivio è, in parte, un atto di reticenza. Non per l'omissione di ciò che contava, ma per la disciplina ordinaria di chi cataloga: registrare solo ciò che può essere verificato, e lasciare tutto il resto fuori dalla cornice.

Ho trascorso abbastanza tempo in compagnia di vecchi sistemi di annotazione (taccuini di campo, etichette da erbario, i margini scritti da naturalisti che lavoravano prima che la fotografia potesse occuparsi della memoria al posto loro) da notare quanto spesso il registro dica meno di quanto sapesse la persona che lo teneva. Un numero di catalogo. Una data. A volte un segno privato che significava qualcosa solo per la mano che lo aveva tracciato, e nulla per l'istituzione che in seguito lo archiviò.

Non era segretezza nel senso drammatico del termine. Era più vicino alla misura. Chi cataloga da solo, per anni, sviluppa una scrittura abbreviata come chiunque altro quando nessuno legge da sopra la sua spalla. Parte di quella scrittura sopravvive per caso. La maggior parte non sopravvive affatto.

Ci penso più di quanto forse dovrei quando sono al tavolo da disegno. L'inchiostro è lento. Una singola tavola può richiedere giorni, e in quei giorni passa per la mano molto più di quanto arrivi mai esplicitamente sulla carta, non perché sia nascosto, esattamente, ma perché al disegno non è mai stato chiesto di dire tutto. Ciò che finisce per essere registrato su una pagina è leggibile nello stesso modo in cui lo è una nota di campo: prima per chi l'ha scritta, poi per chiunque abbia la pazienza di fermarsi a osservarla.

Non credo che un archivio debba a nessuno un resoconto completo di sé. Non sono certo che resterebbe un archivio, se lo desse.

Quello che posso dire è che ho iniziato a prestare più attenzione alle annotazioni che accompagno alle mie opere: le brevi righe di catalogazione poste accanto a una tavola, nello stesso modo in cui un'etichetta da museo sta accanto a un oggetto. Se quelle annotazioni siano soltanto ciò che sembrano, o se alcune di esse facciano qualcosa di più vicino a quanto ho appena descritto, è una domanda che preferisco lasciare aperta piuttosto che rispondere qui.

Non credo che il registro debba risolvere questo per voi. Non sono certo debba risolverlo nemmeno per me.

Lorenzo Caia

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